DSC01500_1

Okuda San Miguel

Okuda San Miguel è uno street artist spagnolo celebre in tutto il mondo. Nelle sue grandi opere, ascrivibili al Surrealismo Pop, strutture geometriche multicolore si mescolano con forme organiche, corpi senza identità, animali senza testa e simboli che stimolano l’immaginazione dell’osservatore.

Le sue opere affrontano spesso grandi questioni quali l’esistenza, l’universo, l’infinito, il senso della vita e le contraddizioni della falsa libertà, evidenziando il conflitto tra la modernità e le nostre radici: in definitiva tra l’uomo e sé stesso.

I suoi murales e le sue sculture di grandi dimensioni si possono ammirare nelle strade e le gallerie di tutto il mondo: India, Mali, Mozambico, Usa, Giappone, Cile, Brasile, Perù, Sudafrica, Messico e le principali capitali europee.

Pagina Instagram: okudart

1_Matlakas_

Matlakas

Matlakas ha un approccio fenomenologico e multidisciplinare con l’arte, si definisce un “visual philosopher” che sperimenta con la pittura, la danza, le arti concettuali e le arti performative. Sia nella performance che nella pittura su tela o nei murales si identifica con la societa’ odierna cercando di trovare soluzioni di crescita spirituale e divulgare le proprie idee attraverso immagini, azioni performative ed installazioni. Immagini che forgiano la negativita’ in positività.

Il suo percorso di vita e’ analogo al suo percorso artistico che vede le arti come mezzo di connessione col mondo. “Io esisto solo nel momento in cui mi ritrovo nel processo creativo, esisto nelle azioni che svolgo e nelle immagini che produco.”

1_orode_

Orodè Deoro

Nato a Taranto (1974). Vive e lavora a Lecce. Artista eclettico, si occupa di mosaico,pittura e action painting in spettacoli multidisciplinari. Il critico Gian Ruggero Manzoni afferma che «Orodè si pone con un segno disperatamente poetico, testimone della fine di un’epoca». I suoi caratteristici mosaici in ceramica e stucco, nascono nella Casa-Museo Vincent City, a Guagnano (LE), dove tra il 2000 e il 2004 l'artista vive, realizzando venti opere di medie e grandi dimensioni sui muri interni ed esterni della struttura. Il 2014 lo vede protagonista a Milano, con un trittico in mostra alla Triennale Design Museum e un’opera in mosaico di ceramica di grandi dimensioni su un muro esterno della casa studio dell’archistar Fabio Novembre. Nel 2015 vince la Targa d’oro del Premio Arteper la sezione scultura.

In precedenza nel 2009 ha vinto il Premio Nazionale Enzo Fani (sezione pittura) e il Premio Celeste Voto Online. Collabora con alcuni brand internazionali, come il marchio inglese Victoria+Albert per cui realizza una vasca d’artista. Nel 2018 è invitato al Secondo Simposio del mosaico contemporaneo, presso l’Accademia d’Egitto di Roma, che acquisisce la scultura in mosaico realizzata durante la residenza. Dal 2019 è docente di Tecniche del mosaico presso l’Accademia delle Belle Arti di Lecce.

Le sue opere appaiono su vari cataloghi e riviste d’arte, tra cui Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini a oggi (catalogo della collettiva al Museo Mar di Ravenna, a cura di Alfonso Panzetta e Daniele Torcellini), Silvana Editoriale; Il design italiano oltre le crisi. Autarchia. Austerità. Autoproduzione (catalogo della Triennale Design Museum 2014, a cura di Beppe Finessi), Corraini Edizioni; Mosaique Magazine gennaio 2015 e luglio 2015 – n° 9 e n°10 (Articolo; Copertina e articolo); Arte (n° 505 Settembre 2015, n° 506 Ottobre 2015, n° 507 Novembre 2015); Catalogo dell’Arte Moderna. Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi n° 51 ( Editoriale Giorgio Mondadori, 2015)

Tra le sue performances pittoriche si ricordano: VariAzioni belliche (durante il Festival Linea 35), presso il Teatro Sala Uno di Roma (2011), col progetto Impromptu Theatre fondato con la poetessa e attrice romana Alessia D’Errigo e, sempre nella Capitale, Bruciando Bruciando, al Teatro Valle Occupato (2012). Si è esibito inoltre, in occasione di festival d’arte e di musica, con musicisti del calibro di Paolo Fresu, Virgil Donati, Paolo Damiani, Nicola Stilo, oltre a gran parte della nuova scena musicale salentina.

Pagina Instagram: orodedeoro

David de la Cruz

David de la Cruz

David De La Cruz nasce e cresce a Madrid, sin da giovane si avvicina al movimento di arte urbana della capitale, studia fotografia all’IEFC di Barcellona e si trasferisce nel 2011 in Italia. Lavora da anni come fotografo freelance e continua la sua ricerca e formazione come artista visuale tra l’Italia e la Spagna.

Nel 2012, nasce il progetto “La gitana” il cui slogan è “no street photography, photography in the street”: l’artista utilizza la strada per esporre le sue opere e approfondisce la sua ricerca e studio nel campo dello street art. Le forme geometriche e le simmetrie si uniscono a colori solidi creando composizioni ordinate, un linguaggio pulito e diretto. Le sue opere evidenziano i sottili legami e equilibri che connettono l’ uomo e l’ ambiente; come l’uomo modella e interpreta l’universo che lo circonda e la forza con cui la natura riesce a scolpire e definire l’essere umano.

Fa parte del “CAS_ Colectivo de Artistas del Sud” con cui ha partecipato alla biennale dell’Arte contemporanea di Dakar e esposizioni nel museo CeArt. È un attivo membro del “PalomArt Network” con cui ha realizzato opere per l’Hotel La Residenza di Capri, il Teatro Bellini e la mostra “The Change”al Palazzo delle Arti di Napoli.

anastasia

Giovanni Anastasia

Giovanni Anastasia vive e lavora a Napoli, artista versatile si occupa di illustrazione, pittura, scultura e grafica.

Membro storico del network “PalomArt”, vi collabora fin dai suoi esordi partecipando a numerose edizioni del PalomArt Festival ed alle esposizioni “Mundo Latino” (2015), “The Change” (2016), e “Fauna” (2018) nella sua prima personale al Teatro Bellini di Napoli.

La sua ricerca, nella pittura così come nella scultura, è sempre più rivolta a una delicatezza delle forme. I protagonisti, che provengano dal mondo umano o da quello animale, hanno spesso lo sguardo semichiuso, e si presentano in una velata introspezione. Questi elementi, uniti spesso ad opere senza titolo, lasciano all'osservatore la possibilità di interpretare e decodificare quello che stanno osservando.

ecosofia600x360

Jose Carlos Bellantuono

Ecosofia, deep ecology a cura di Jose Carlos Bellantuono

I problemi ecologici e sociali che investono l'intero pianeta sono alle radici dell'attuale disarmonia tra l'essere umano e la natura.

Bisognerebbe incamminarsi verso una società ecologica che attribuisca alla specie umana in seno alla natura il compito di rendere l'evoluzione sociale e naturale, pienamente consapevole e libera.

Ad oggi esiste una sottostima della potenzialità evolutiva umana, non siamo destinati ad essere la piaga della Terra. L’uomo consapevolmente gioioso, é destinato ad essere colui che coglie il significato piu profondo di questo pianeta. Una natura umana ''positiva'' é capace di plasmare anche l’azione dell'uomo sull'ambiente. Troppo spesso gli esseri umani non vivono secondo natura “Kata phisin” tradendo, ossia, la propria forma di vita.

“Qualunque forma di vita ha la propria natura, che determina quale tipo di vita puó darle massima soddisfazione”.

LA ISLA PROJECT

La Isla project - Marco Ferraris

Nel progetto La Isla (The Island) Marco Ferraris, artista di origine genovese, ha combinato fotografia, poesia e video, collaborando con oltre 100 performers provenienti da moltissimi paesi diversi e tutti collegati alla stessa isola, Ibiza. A loro è stato chiesto di entrare in contatto con il loro vero sé attraverso le loro espressioni personali e secondo le loro abilità e conoscenze.

Numerosi i riferimenti diretti o indiretti dal cinema, dalla pittura, dalla letteratura e dalla danza. La naturale evoluzione di questo progetto autofinanziato ha portato la sua divisione in cinque capitoli: El Origen , Mitos Submarinos, El Vinculo, El Circulo y El Hijo. Nel primo libro della serie El Origen, le protagoniste sono donne diverse in un contatto autentico e primordiale con i quattro elementi della natura.

L’elemento del nudo vive all’interno di un ciclo simbolico di immagini che richiamano icone di nascita e morte, enfatizzando così il mistero della vita. I testi che accompagnano le potenti immagini di Ferraris sono scritti da suo padre, Giancarlo Ferraris, poeta e psicoterapeuta.

Nel montaggio e la progettazione finale del libro, eseguiti dal grafico Daniel Naveira, le fotografie e gli elementi dei colori nascono dalle stesse immagini creando un dipinto astratto. Il secondo capitolo, Mitos Submarinos, e anche la parte finale del video-arte sono stati realizzati totalmente sott’acqua come fosse uno stato embrionale e necessario di evoluzione.

L’isola è un microcosmo simbolico che contiene il mondo intero. In tutta la serie La Isla non vi è alcun riferimento a ciò che è stato creato dall’uomo con la idea di creare l’immagine archetipica di un’;isola originale, un luogo utopico dove è possibile ritrovare la connessione con la natura. Che si tratti di una spiaggia incontaminata o di un albero antico o di una parete di roccia spettacolare invita lo spettatore a scoprire nuove sensazioni in un gioco percettivo continuo in cui luci e ombre si mescolano per creare un nuovo scenario.

Sottolinea un modo di relazionarsi con la natura che è stata persa nella nostra civiltà: mostrando i corpi nella loro nudità, gli umani sono spogliati dal velo della società moderna e possono connettersi con lo stato originale dell’essere: ritrovano libertà attraverso l’accettazione del corpo ed evitando la paura che prevale nella nostra società.

In aqua veritas

In aqua veritas

IN AQUA VERITAS – installazione interattiva Audio/Video a cura di Francesco Navach- 12 bicchieri di acqua diventano 12 tasti di una tastiera. L’acqua e’ conduttrice di elettricità ma e’ anche un computer che memorizza ogni informazione che viene dall’esterno, ricordando tutto quello che accade intorno.

Il nostro stesso corpo è costituito prevalentemente di acqua che reagisce al nostro stato vitale. La nostra salute in sostanza è il risultato dei nostri pensieri.

Uunderwaterlove-venice

Antonio Abbatepaolo

Antonio Abbatepaolo (Polignano a Mare – BA) è un dj, scultore, designer e performer, un artista trasversale, non accademico, giocoso e ironico, in linea con la rifondazione dei significati degli oggetti e delle loro denominazioni di un’arte “derubricata” e intesa come “bene sociale”.

I suoi artifici si animano spesso con la lampada di wood, che ne svela la vita segreta rinnovando il miracolo della ricreazione delle cose, di cui solo l'arte è capace. A queste installazioni fluorescenti associa spesso la musica, dando vita a numerose performances per diversi festival. Costruzioni,installazioni e interventi studiati per i centri storici o ambientati negli spazi chiusi, sono apparizioni fantasmatiche allo stesso tempo in possesso di uno stabile equilibrio fisico.

Conta numerose partecipazioni ad esposizioni collettive in diverse città italiane ed europee, un'esperienza decennale al fianco del designer Peppino Campanella.

Tra le sue esposizioni recenti è da segnalare “Our Place in Space” a cura di Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, una mostra itinerante voluta dall’ESA, ESO e NASA che hanno selezionato e invitato 10 artisti a interpretare le immagini del Telescopio Hubble in orbita da 28 anni. Inaugurata a Venezia nel febbraio 2017 nella prestigiosa sede di Palazzo Franchetti Cavalli, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, la mostra è stata poi allestita negli ambienti del convento dei Cappuccini a Chiavenna e per concludere nell’avveniristica sede dell’ESO SUPERNOVA PLANETARIUM a Monaco di Baviera durante la primavera/estate 2018.

daniele rosselli

Daniele Rosselli

Laureato in comunicazione, è un poliedrico artista visivo.  Le sue opere sono frutto di una profonda riflessione sulla natura dell’essere nella società contemporanea.

L’artista analizza il mondo intimo/emotivo in rapporto al cambiamento sociale. La sua ricerca è una continua evoluzione sperimentale attraverso forme artistiche che vanno dalla videoarte e videodanza, visual live, installazioni luminose, performances e design.

Rapozo videoplastik

João Rapozo | Mixing the media

João Rapozo, nato a Oporto, Portogallo, dove studia design e multimedia. Un artista visuale trasversale che ama integrare diverse tecniche nei suoi lavori, dal design grafico all’illustrazione, dal video scenico al disegno di luce, dalla pittura alla musica. Ha collaborato con varie compagnie di danza e teatro e partecipato a numerose esposizioni collettive, residenze artistiche e performance audiovisuali in Portogallo, Austria, Bulgaria, Mozambico e Italia. Dal 2007 ha iniziato a sperimentare anche la ceramica attraverso la pittura sui tipici “azulejos” portoghesi.

Il suo tratto lo caratterizza e contraddistingue conferendo ai suoi lavori un apparente semplicità dietro cui si nascondono molteplici livelli di lettura.

Installazione – Mixing the media

Tecniche miste, disegno, pittura, immagini digitali, idee, sogni – si fondono insieme per creare un ambiente ispirato al macro e al micro cosmo.

15 murales sono già stati realizzati tra il 2017 ed il 2018, per l’edizione 2019 Aielli ospiterà nuovi artisti che realizzeranno altre 5 opere di street art: Okuda San Miguel, Matlakas, Orodè Deoro, Giovanni Anastasia e David de la Cruz.

Lungo le strade e gli scorci dell’antico borgo si potranno scoprire numerose opere ed installazioni di artisti che lavoreranno in modalità “site specific” per trasformare il paese di Aielli in un museo a cielo aperto.