La Isla Project – Marco Ferraris
Street art

Nel progetto La Isla (The Island) Marco Ferraris, artista di origine genovese, ha combinato fotografia, poesia e video, collaborando con oltre 100 performers provenienti da moltissimi paesi diversi e tutti collegati alla stessa isola, Ibiza. A loro è stato chiesto di entrare in contatto con il loro vero sé attraverso le loro espressioni personali e secondo le loro abilità e conoscenze.

Numerosi i riferimenti diretti o indiretti dal cinema, dalla pittura, dalla letteratura e dalla danza. La naturale evoluzione di questo progetto autofinanziato ha portato la sua divisione in cinque capitoli: El Origen, Mitos Submarinos, El Vinculo, El Circulo y El Hijo. Nel primo libro della serie El Origen, le protagoniste sono donne diverse in un contatto autentico e primordiale con i quattro elementi della natura.

L’elemento del nudo vive all’interno di un ciclo simbolico di immagini che richiamano icone di nascita e morte, enfatizzando così il mistero della vita. I testi che accompagnano le potenti immagini di Ferraris sono scritti da suo padre, Giancarlo Ferraris, poeta e psicoterapeuta.

Nel montaggio e la progettazione finale del libro, eseguiti dal grafico Daniel Naveira, le fotografie e gli elementi dei colori nascono dalle stesse immagini creando un dipinto astratto. Il secondo capitolo, Mitos Submarinos, e anche la parte finale del video-arte sono stati realizzati totalmente sott’acqua come fosse uno stato embrionale e necessario di evoluzione.

L’isola è un microcosmo simbolico che contiene il mondo intero. In tutta la serie La Isla non vi è alcun riferimento a ciò che è stato creato dall’uomo con la idea di creare l’immagine archetipica di un’;isola originale, un luogo utopico dove è possibile ritrovare la connessione con la natura. Che si tratti di una spiaggia incontaminata o di un albero antico o di una parete di roccia spettacolare invita lo spettatore a scoprire nuove sensazioni in un gioco percettivo continuo in cui luci e ombre si mescolano per creare un nuovo scenario.

Sottolinea un modo di relazionarsi con la natura che è stata persa nella nostra civiltà: mostrando i corpi nella loro nudità, gli umani sono spogliati dal velo della società moderna e possono connettersi con lo stato originale dell’essere: ritrovano libertà attraverso l’accettazione del corpo ed evitando la paura che prevale nella nostra società.